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Il Battistero

Duomo di Firenze - Catterale di Santa Maria del FioreLOGO-OPA

La Galleria Frilli è orgogliosa di intrattenere da sempre un rapporto privilegiato con l'Opera di Santa Maria del Fiore.

L' Opera di Santa Maria del Fiore è la proprietaria della Cattedrale , del Battistero e del Campanile della città di Firenze.
Fu fondata dalla Corporazioni dell'Arte di Calimala nell'anno 1296.


Negli ultimi 40 anni della sua storia, la Galleria Frilli  ha prodotto le repliche bronzee, consentendo così la sostituzione ed il restauro delle porte del Battistero di San Giovanni .

La prima porta riprodotta nel 1990, è stata la Porta del Paradiso , così appellata da Michelangelo stesso, che rimase costernato dall'opera mirabile di Lorenzo Ghiberti .
La replica è eseguita dai calchi fedelissimi fatti sull'opera originale dopo la Seconda Guerra Mondiale, di proprietà di Aldo Marinelli.

La seconda è stata la Porta Nord , eseguita con un mastodontico lavoro di ricerca ed innovazione, non esistendo calchi dall'originale e non potendone fare, e con un alacre lavoro di fonderia che ha impiegato circa 3 anni, dal 2013 al 2016.

Al momento la Galleria Frilli sta riproducendo la terza porta ad essere stata rimossa, la Porta Sud di Andrea Pisano , la cui installazione in Battistero è prevista per l'inizio del 2019.

Le Porte del Paradiso

 

La prima porta che la Galleria Frilli ha replicato nel 1990, è cronologicamente parlando, l'ultima ad essere stata creata per il Battistero.
Si tratta della Porta del Paradiso (1425-1452); forse la più celebre delle tre, grazie al “soprannome” datole da Michelangelo stesso, il quale le trovò cosi belle che dovevano proprio aprire le porte al paradiso.

La storia di questa replica ha radici più lontane della sua produzione; esattamente l'anno 1945.
Siamo sul finire della seconda guerra mondiale, e Firenze, benchè sia stata protetta dagli alleati e risparmiata dai bombardamenti dei tedeschi, è in ginocchio.
Le vie di comunicazione ed i ponti sono stati distrutti, con l'eccezione di Ponte Vecchio.
I maggiori monumenti pubblici sono stati rimossi e nascosti a giro per le campagne limitrofe, nel tentativo di salvare il salvabile.
Anche le tre porte bronzee del Battistero sono state spostate, per espressa volontà dell'Opera del Duomo, e nascoste in un tunnel ferroviario dismesso, nei pressi di Incisa.

Chi si è occupato di tutto ciò è Bruno Bearzi , abile e rinomato fonditore di Firenze, uomo di fiducia della Sovrintendenza cittadina.

Al momento in cui le porte vengono ripristinate in situ, viene deciso di restaurarle e di farne dei calchi in gesso da conservare in prospettiva di usi futuri. Bearzi infatti non riesce a convincere l'Opera del Duomo ad una sostituzione immediata delle stesse con delle repliche.

I calchi ottenuti rimangono così nelle mani del fonditore Bearzi, finchè intorno agli anni '80 lo stesso li vende ad Aldo Marinelli , della Galleria Frilli.

I calchi in oggetto sono di immenso valore, perchè sono gli ultimi calchi fisici esistenti fatti sul capolavoro di Ghiberti, presi successivamente ad un intervento di restauro, quindi estremamente dettagliati ed affidabili.

Aldo Marinelli , anch'egli fonditore fiorentino illustre, nel 1990 propone ad un suo cliente giapponese, Choichiro Motoyama , di finanziare una replica che questa volta finalmente sostituirà in maniera permanente l'originale delle Porte in Battistero. Sembra infatti che l'Opera del Duomo sappia di non poter rimandare oltre una sostituzione delle porte.
Questo consentirà di eseguire un nuovo restauro completo ed una messa a dimora definitiva del capolavoro di Lorenzo Ghiberti dentro al Museo dell'Opera del Duomo.

Il Signor Motoyama accetta, nutrendo un grande debito di riconoscenza nei confronti di Firenze.
Oggi Choichiro Motoyama è un anziano Giapponese buddista, di 96 anni che molto deve delle sua fortuna alla città toscana.
E' stato il primo distributore esclusivo per i marchi Ferragamo, Gucci ed Etro, non solo in Giappone, ma in tutta l'Asia.
Ha vissuto una vita alla ricerca del bello.
Grazie alle sue iniziative imprenditoriali di successo che in Giappone negli anni '80 è cresciuta la domanda per la moda di alto lusso a marchio italiano.
Era così riconoscente della sua ricchezza, dovuta all'esportazione dei marchi italiani, che acconsentì all'impresa titanica di finanziare la replica delle Porte del Paradiso, considerate un epiteto di bellezza indiscussa.

L'accordo con Motoyama, che avrebbe pagato 800.000,00 di lire per una replica di qualità museale, dai calchi originali, per sostituire definitivamente il capolavoro, prevedeva in cambio il diritto di avere una extra- replica fusa per suo personale godimento ed utilizzo.
La Galleria Frilli si occupò appunto della fusione delle due repliche, quella a sostituzione e quella personale, che furono autorizzate e certificate dall'Opera del Duomo.
La replica per il Battistero fu inaugurata nel Maggio 1990. Nella parte interna della porta è inciso il nome di Choichiro Motoyama in segno di eterno riconoscimento.

La replica della Porta del Paradiso di proprietà di Motoyama, rimase a Firenze, chiusa in casse di legno, per ben 30 anni.
Enrico Marinelli, figlio di Aldo e fondatore della Guild of the Dome Onlus , associazione senza scopo di lucro nata a supporto e promozione dell' Opera di Santa Maria del Fiore nel mondo, propose a Motoyama di far viaggiare le sue repliche della Porta a giro per il mondo, per promuovere Firenze ed il Rinascimento, la sua associazione, ma sopratutto la Opera del Duomo stessa.

Le repliche di Motoyama hanno viaggiato dal 2012 al 2016, prima a Mumbai al Doctor Bau Daji Lad Museum di Mumbai, partecipando alla prima mostra mai realizzata in India sul Rinascimento e Firenze, intitolata “Florence – the city as the crucible of arts”.
A seguire, le repliche sono andate in Korea in occasione della visita ufficiale di Papa Francesco nell'Agosto 2014, e sono state esposte all'interno della mostra “The Divine Beauty” nel National Palace Museum di Seoul.

Il Battistero di San Giovanni è una testimonianza unica di un percorso storico artistico che attraverso le sue tre porte bronzee, racconta al mondo il passaggio dal gotico al rinascimento, preludendo al barocco.
E' la testimonianza più evidente di come la civiltà umana sia sia evoluta dal un mondo medioevale ad un epoca di illuminismo e modernità che ancora oggi ci influenza grandemente.

La Galleria Frilli è fiera di essere partecipe nella preservazione dei capolavori cittadini, per i fiorentini e per i visitatori di tutto il mondo.

La Porta Nord

In anni più recenti la Galleria Frilli ha nuovamente contribuito alla preservazione del complesso monumentale dell'Opera del Duomo di Firenze, sostituendo con una replica di qualità museale anche la Porta Nord.
Questa è la prima porta realizzata da Ghiberti per il Battistero di San Giovanni tra il 1403 ed il 1424.
Esposta a Nord, è stata soggetta a maggiori intemperie, ai danni del traffico delle macchine e dell'inquinamento da queste causato.
La Porta Nord ha un immenso valore artistico perchè è considerata il fondamentale punto di passaggio tra lo stile gotico e quello rinascimentale.
Dal punto di vista storico sancisce la fine dell'era medioevale e l'inizio di quella moderna.

La replica della Porta Nord ha impiegato 4 anni di lavoro, ed ha numeri di realizzazione importanti.

Non essendo possibile fare calchi fisici sull'originale, è stata eseguita una scansione laser 3D di tutta la superficie frontale e tergale della porta con una macchina altamente sofisticata che ha rilevato più di 18 milioni di punti per ciascun pannello.

Il prototipo sviluppato è fatto di micron di polvere di nylon, sedimentati strato per strato con una stampante 3D, che ricrea il pannello precedentemente elaborato al computer.

Ora è possibile fare un calco siliconico sul modello in nylon, e di fatto dare inizio al classico procedimento della fusione a cera persa.

E' interessante constatare come le nuove tecnologie vengano in aiuto e sostengano con grande valore aggiunto ciò che non può più essere eseguito nella maniera tradizionale.
La scansione laser e la prototipazione in polvere di nylon consentono, ad esempio, di evitare quella naturale riduzione della fusione in bronzo quando si raffredda; questo perchè il modello di partenza viene stampato da subito 1,5% più grande dell'originale, conferendo alle repliche una fedeltà assoluta non solo nei dettagli artistici, ma anche nelle misure.

Il ritocco delle cere viene eseguito tramite una accuratissima documentazione fotografica degli originali. Il lavoro di fusione della replica è svolto in parallelo al restauro dell'originale da parte dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.
Questo per ricreare fedelmente ogni dettaglio che torni alla luce dalla pulizia.
Il ritocco in cera ed il cesello in bronzo sono quantificabili in circa 350 ore di lavoro per ciascun pannello.

La fusione nel grande forno ha richiesto 50.000 metri cubi di gas e 150.000 kw di energia elettrica.

In tutto sono stati utilizzati 1 tonnellata di silicone, 400 kg di cera e 3,5 tonnellate di bronzo per produrre la replica della Porta Nord.

La replica della Porta Nord è stata inaugurata in Piazza Duomo, alla presenza dei Fiorentini, nel Gennaio 2016.

La Porta Sud

Nel Settembre del 2016 l'Opera del Duomo ha rimosso l'ultima porta originale ancora in Battistero, la Porta Sud (1329/1336) di Andrea Pisano , la prima delle tre porte che fu realizzata.

La Galleria Frilli in questi anni sta producendo con la tecnica della fusione a cera persa la replica di questa porta, sempre di pari passo con l'incredibile lavoro di restauro eseguito presso l' Opificio delle Pietre Dure a Firenze.

La consegna prevista di questa replica è per l'autunno del 2018.

Episodio 1

Dalla scannerizzazione 3D al prototipo

Episodio 2

Il modello a cera persa